ESTUARIO...NOSTRO
  Associazione per la tutela del patrimonio naturale, storico nella laguna di Venezia
 
 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 

 

STORIA DELL'ASSOCIAZIONE





-Anno 1992 - Maria Francesca Tiepolo direttrice dell’Archivio di Stato di Venezia scriveva:”Il 25 maggio dell’anno scorso,in un pomeriggio assolato e ventoso,una festosa cerimonia si svolse quasi sul lembo estremo del Lido davanti all’Istituto “Stella Maris”: veniva infatti riconsegnato alle autorità ed alla popolazione il primo campione sperimentale di “murazzo”, dissepolto dalla sabbia che per lungo tempo l’aveva ammantato e nascosto a farne perdere la memoria ed ora riscoperto grazie all’Associazione “Estuario Nostro”, artefice del recupero,effettuato con la collaborazione delle Istituzioni, di Enti e di privati.”




 

 


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-ANTEFATTO: Nel 1978 l’Associazione “Estuario Nostro” stava compiendo alcuni rilievi nel tentativo di ricostruire la storia dell’evoluzione geografica degli Alberoni.-In località “antico faro degli Alberoni”affiorò dalla sabbia un muraglione di pietra d’Istria-In seguito ad accurate indagini condotte sulla cartografia lagunare del 1700 e grazie a preziose indicazioni fornite dalla dott.ssa Tiepolo si giunse alla conclusione che il manufatto sepolto nella sabbia altro non era che il primo esperimento di difesa a mare realizzato con ”masegni” legati fra loro da malta composta da sabbia,calce e “pozzolana” che è un materiale di origine vulcanica.-L’aggiunta di “pozzolana” crea una malta che aumenta la sua presa al contatto con l’acqua del mare.-Questa proprietà consentì di abbandonare il criterio di costruzione dei muraglioni a difesa delle onde su palificate , creando direttamente nell’acqua marina le fondazioni dell’argine di difesa e connettendo solidamente fra loro i blocchi di pietra.




 
 
-L’impiego di questa malta fu suggerito nel 1738 dal matematico Bernardino Zendrini.e il successo dell’esperimento spinse il Governo della Serenissima ad affidare allo Zendrini,la costruzione del grande “murazzo”fra Pellestrina e Cà Roman, nel sito dove la difesa naturale è più sottile e labile.
-Col passar del tempo il “murazzo”,passata l’euforia della scoperta e mancando di appropriata manutenzione,è praticamente scomparso ingoiato di nuovo dalla sabbia.

-Nel mese di marzo 2007 il direttivo di “Estuario Nostro” si è incontrato con l’arch.Tiziana Favero, delegata della Soprintendenza per il Lido segnalando la grave situazione di degrado del “murazzo”ed invitando al Sovrintendenza ad attivarsi per un intervento di recupero e per l’imposizione di un vincolo archeologico sul manufatto e sull’area circostante

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