-Anno 1992 - Maria
Francesca Tiepolo direttrice dell’Archivio di
Stato di Venezia scriveva:”Il 25 maggio dell’anno
scorso,in un pomeriggio assolato e ventoso,una festosa
cerimonia si svolse quasi sul lembo estremo del Lido
davanti all’Istituto “Stella Maris”:
veniva infatti riconsegnato alle autorità ed
alla popolazione il primo campione sperimentale di
“murazzo”, dissepolto dalla sabbia che
per lungo tempo l’aveva ammantato e nascosto
a farne perdere la memoria ed ora riscoperto grazie
all’Associazione “Estuario Nostro”,
artefice del recupero,effettuato con la collaborazione
delle Istituzioni, di Enti e di privati.”
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-ANTEFATTO:
Nel 1978 l’Associazione “Estuario Nostro”
stava compiendo alcuni rilievi nel tentativo di ricostruire
la storia dell’evoluzione geografica degli Alberoni.-In
località “antico faro degli Alberoni”affiorò
dalla sabbia un muraglione di pietra d’Istria-In
seguito ad accurate indagini condotte sulla cartografia
lagunare del 1700 e grazie a preziose indicazioni fornite
dalla dott.ssa Tiepolo si giunse alla conclusione che
il manufatto sepolto nella sabbia altro non era che
il primo esperimento di difesa a mare realizzato con
”masegni” legati fra loro da malta composta
da sabbia,calce e “pozzolana” che è
un materiale di origine vulcanica.-L’aggiunta
di “pozzolana” crea una malta che aumenta
la sua presa al contatto con l’acqua del mare.-Questa
proprietà consentì di abbandonare il criterio
di costruzione dei muraglioni a difesa delle onde su
palificate , creando direttamente nell’acqua marina
le fondazioni dell’argine di difesa e connettendo
solidamente fra loro i blocchi di pietra.
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