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  Associazione per la tutela del patrimonio naturale, storico nella laguna di Venezia
 
 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 

 

... .. .. ..NOTIZIE


SUBLAGUNARE A VENEZIA
PERCHE’ ? PER CHI ?

 

-Chi vuole la sublagunare? -Certamente la vuole Paolo Costa che l’ha definita nel 2003 “opera di pubblico interesse”.
La vuole fortemente la Camera di Commercio di Venezia che la propose 10 anni fa.Sicuramente la vuole ATI (Associazione Temporanea d’Imprese) che ha stilato il progetto ed aspetta il via per realizzarlo.
-La vuole con entusiasmo anche l’assessore alla mobilità Enrico Mingardi.
Il nostro Sindaco a suo tempo ha espresso forti dubbi sull’opera ma ora ha cambiato idea.
Il vicesindaco Michele Vianello è dubbioso. Lui che definì a suo tempo la sublagunare: “ Un tubetto inutile dal punto di vista trasportistico,d 1irei addirittura ridicolo” chiarendo subito dopo: “E’ la mia posizione personale,tra l’altro in Giunta non abbiamo neanche visto le carte”.
Questa storia delle carte va chiarita al più presto.
Da quello che si legge sulla stampa locale sembra che la Giunta Comunale veneziana abbia incaricato la suddetta ATI di redigere un progetto per la costruzione della sublagunare senza interpellare il Consiglio Comunale ne’ la Municipalita’.
Il Presidente del Consiglio di Municipalita’ Enzo Castelli, che ha l’incarico istituzionale di portare in consiglio comunale le istanze dei cittadini, e’ infuriato.Pare sia stato tenuto all’oscuro del percorso che sta seguendo il progetto del “trenino sott’acqua” quando dichiara :”Che rendano pubblici i documenti in modo tale che tutti possano leggerli : non vogliamo i riassunti di Mingardi, vogliamo i progetti”
Anche i consiglieri del PD cittadino Vittorio Pepe e Franco Conte non vedono chiaro sulla questione : “Pare che la sublagunare stia seguendo un suo percorso a prescindere dal Consiglio Comunale e siccome questo è gia’ avvenuto col Mose vorremmo evitare che si facesse il bis”.
Ci domandiamo: sta passando il progetto di un’altra “grande opera” pilotato da un organo esecutivo senza consultare un organo democratico e senza informare i cittadini di quanto sta avvenendo?
E anche questa “grande opera” verra’ coperta da un’altra “legge obbiettivo” che passera’ sopra la testa degli organi di governo della citta’ e dei veneziani?-Sembra poi che non si possa recedere all’impegno assunto con l’ATI senza pagare una salatissima penale.
A questo punto riteniamo sia arrivato il momento di “tirar fuori le “carte” e di chiedere ai veneziani se vogliono il “trenino sott’acqua”-Magari con un referendum popolare.


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