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 ESTUARIO NOSTRO
          
           Associazione per la tutela del patrimonio naturale, storico nella laguna di Venezia




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STORIA DELL'ASSOCIAZIONE


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Mese di maggio 1990 -Il Presidente di “Estuario Nostro” Alberto Rastelli scrive a “Il Gazzettino” proponendo che in occasione della “Festa della Sensa”- che si approssima,le autoritÓ competenti si attivino per la pulizia ed il ripristino del mosaico pavimentale dell’antica abbazia contariniana rialente all’anno mille,ora visibile dal chiostro del convento di S.Nicol˛ di Lido.

Sabato 23 aprile1994 la nostra Associazione promuove all’Ateneo Veneto una conferenza sull’ intervento di recupero del mosaico deciso dalla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia.
-La conferenza segna l’apertura delle celebrazioni organizzate dal “Comitato Festa della Sensa” comitato in cui “Estuario Nostro” ha una presenza attiva.

La nostra Associazione organizza una “ex-tempore” di pittura e disegno riservata agli studenti delle scuole elementari e medie inferiori del Lido e Pellestrina sul tema “I mosaici pavimentali dell’originaria basilica di S.Nicol˛ di Lido”
-Il lavoro viene svolto nei giorni 11-12 e 13 maggio 1994 e domenica 15 maggio le opere realizzate vengono esposte all’interno del chiostro di S.Nicol˛ dove vengono anche premiati i lavori pi¨ significativi.

Mese di aprile 2000- Durante i lavori eseguiti dal “Consorzio Venezia Nuova” per il rafforzamento della scogliera del molo di Malamocco nord viene infranta la stadia mareometrica marmorea di epoca napoleonica posta davanti al Faro Rocchetta.Questo nonostante la nostra Associazione,nella figura del Presidente dell’epoca cap.Alberto Rastelli,pilota di porto,si fosse preventivamente attivata presso la direzione lavori del Consorzio per segnalare la presenza e l’importanza dello strumento di misurazione ottocentesco,unico nel suo genere,e quindi la necessitÓ di operare con prudenza nella movimentazione del pietrame.

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“Estuario Nostro” denuncia il fatto alla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia ed al Magistrato alle Acque,provvedendo al recupero ed alla custodia dei frammenti presso i locali della vicina stazione dei Piloti di porto.Chiede anche che il mareometro,una volta ricomposto,venga ospitato nella posizione originale in una apposita nicchia che lo renda visibile malgrado la presenza dei massi di rinforzo collocati sul bordo esterno della diga.
-Le richieste vengono accolte ed il mareometro napoleonico,ricomposto solo in parte viene rimesso in loco come suggerito dalla nostra Associazione.